Norme e filiera

Cannabis light sequestrata: incidente probatorio e perizia

Raccolta manuale di infiorescenze con guanti e forbici

Una sostanza sequestrata può cambiare durante la conservazione. Per chi deve difendersi, sapere come è stata campionata, custodita e analizzata può diventare decisivo. È da questa esigenza concreta che nasce la riflessione sull’incidente probatorio, senza promettere che una perizia anticipata risolva automaticamente il procedimento.

La prospettiva dell’autore

Questo approfondimento conserva la prospettiva di Mattia Cusani, giurista e imprenditore impegnato nella filiera della canapa e nelle attività di Canapa Sativa Italia e Cannabi Service. Il problema posto resta attuale: evitare che il tempo del procedimento renda più difficile verificare le caratteristiche del materiale e tutelare il contraddittorio tecnico.

L’esperienza nel settore aiuta a formulare le domande. Non sostituisce il lavoro del difensore, del consulente e del perito nel singolo fascicolo.

Quando si può chiedere l’incidente probatorio

Gli articoli 392 e seguenti del codice di procedura penale disciplinano l’acquisizione anticipata della prova in ipotesi specifiche. Per una perizia può rilevare, tra l’altro, che la persona, la cosa o il luogo siano soggetti a modificazione non evitabile. La deperibilità deve essere motivata nel caso concreto; il solo interesse a una decisione rapida non rende sempre ammissibile la richiesta.

La domanda deve indicare prova, fatti da accertare, rilevanza e ragioni dell’anticipazione. Il giudice decide sull’ammissibilità e definisce oggetto e modalità dell’assunzione. L’articolo 398 riguarda il provvedimento del giudice: non è l’unico riferimento della procedura.

Che cosa chiedere all’accertamento

Una perizia utile deve rendere controllabili identificazione dei lotti, modalità di prelievo, rappresentatività dei campioni, catena di custodia, condizioni di conservazione e metodo di analisi. Per i cannabinoidi occorre sapere quali composti sono stati misurati, come è espresso il THC, se è considerata la componente acida e quale incertezza accompagna il risultato.

Percentuale, quantità totale, dose ipotizzata e modalità di assunzione sono grandezze diverse. Un rapporto deve spiegare quali conclusioni consenta il metodo, senza sostituire l’accertamento con una soglia scelta in astratto.

Che cosa dice e non dice UNODC

I manuali UNODC descrivono metodi di identificazione e analisi e criteri per caratterizzare materiali vegetali e chemiotipi. Un rapporto tra cannabinoidi può aiutare questa caratterizzazione; non è una norma italiana che autorizza la vendita e non dimostra automaticamente l’assenza di effetti o rischi.

Il testo precedente attribuiva al rapporto THC/CBD una funzione assolutoria universale e affermava che il CBD annullasse il THC. Queste conclusioni erano troppo ampie. L’interazione dipende da dose, preparazione, tempi e condizioni sperimentali; non permette di trattare ogni campione ricco di CBD come inoffensivo.

Lo studio di Pelletti e collaboratori

Lo studio pubblicato nel 2021 su Forensic Science International ha esaminato diciotto adulti e uno specifico prodotto a basso THC e alto CBD, con misure farmacocinetiche e test psicomotori. È un contributo originale pertinente alla discussione, dichiarato preliminare dagli autori.

Il campione, la preparazione e gli esiti osservati non dimostrano che ogni cannabis light sia priva di effetti, qualunque quantità venga assunta. Non autorizzano conclusioni sulla guida di qualsiasi persona o sulla sicurezza della combustione. La mancata rilevazione di una differenza in un piccolo esperimento non prova l’impossibilità di un effetto in ogni condizione.

Norma e prova devono essere lette insieme

Le Sezioni Unite 30475/2019 hanno affrontato il commercio di derivati della canapa e la loro efficacia drogante concreta. Dal 2025 è intervenuto anche l’articolo 18 del decreto-legge 48/2025, convertito nella legge 80/2025: non si può applicare il vecchio riepilogo ignorando la modifica normativa, né presentare i dubbi di legittimità come già risolti.

Il perito offre valutazioni tecniche; il giudice applica la legge e valuta la prova con motivazione. Non è corretto dire che il giudice sia automaticamente vincolato al risultato del perito o che una bassa percentuale determini necessariamente archiviazione o assoluzione.

Il punto da preservare

Chiedere un accertamento tempestivo, documentato e svolto nel contraddittorio può essere essenziale per la difesa. La strada processuale va scelta sulla base del sequestro, della contestazione e dei presupposti previsti, distinguendo incidente probatorio, consulenza di parte e accertamenti tecnici non ripetibili.

Il valore di questo approccio sta nella possibilità di discutere prove verificabili. Non nella promessa di un risultato giudiziario uguale per tutti.

Fonti e documenti

Altri articoli dell’archivio

Codice di procedura penale, articolo 392