Norme e filiera

Cannabis medicinale: monitoraggio, registri e controllo di qualità

Raccolta manuale di infiorescenze con guanti e forbici

Un processo controllato lascia tracce verificabili: quale materiale è entrato, che cosa è accaduto durante la coltivazione e come è stato gestito il prodotto raccolto. Nella filiera medicinale la documentazione è parte della qualità, insieme ai controlli sul materiale.

Che cosa registrare

Identità botanica, provenienza del materiale di propagazione, sito, operazioni colturali e trattamenti devono poter essere ricostruiti. Sono rilevanti anche condizioni di raccolta, essiccazione, pulizia delle attrezzature, conservazione e trasferimenti. I dati devono riferirsi a lotti identificabili e non soltanto a procedure generali.

Deviazioni e azioni correttive

Un problema di umidità o una contaminazione sospetta non si risolve con una dichiarazione di qualità. Occorrono identificazione del materiale coinvolto, valutazione, decisione documentata e verifica dell’intervento. Il monitoraggio serve anche a riconoscere andamenti ricorrenti e prevenire errori analoghi.

Analisi e campionamento

Il contenuto di cannabinoidi è un parametro, non l’intero controllo di qualità. Microbiologia e altri contaminanti richiedono analisi pertinenti. Un esito deve essere letto con specifiche, metodo e rappresentatività del campione: non è corretto tradurlo in “assenza di ogni sostanza nociva”.

GACP e autorizzazioni

Le linee guida EMA, riviste nel 2025, riguardano coltivazione, raccolta e prima lavorazione delle materie vegetali medicinali. Non sostituiscono GMP e autorizzazioni farmaceutiche. Questo approfondimento descrive principi generali, non certifica un’autorizzazione Jurefarm alla produzione di medicinali. Le attestazioni aziendali vanno lette nella loro versione e validità effettive, senza presumere rinnovi.

Fonti e documenti