Norme e filiera

Manifesto per la Cannabis Libera: il documento del 2018

Logo del Manifesto per la Cannabis Libera

Nel novembre 2018 abbiamo pubblicato il Manifesto per la Cannabis Libera come appello collettivo a cambiare le politiche sulla cannabis. Questa pagina ne conserva il messaggio: i diritti delle persone devono avere un posto centrale nella discussione sulla filiera e sulle sue regole.

Il punto di partenza

Siamo convinti che il confronto non possa limitarsi alle opportunità delle imprese. Chi consuma, coltiva per sé o cerca una terapia incontra problemi diversi: la richiesta comune era affrontarli senza ridurre le persone a un mercato o a un bersaglio della repressione.

Il Manifesto proponeva una risposta politica al testo unico sugli stupefacenti e invitava realtà associative, attivisti e aziende a costruire un messaggio condiviso. Quella convergenza era un obiettivo del documento, non una prova che tutte le organizzazioni avessero già aderito.

Prima le persone, insieme alla filiera

Nel testo originario chiedevamo di partire dalla coltivazione personale e dalla tutela del consumatore. Non significava negare le differenze tra uso agricolo, medico e adulto. Significava evitare che il riconoscimento di un settore lasciasse fuori le libertà e i bisogni degli altri.

La ricerca, la qualità dei prodotti e l’accesso alle cure possono essere sostenuti insieme a un confronto sulle sanzioni e sulla proporzionalità. Non occorre contrapporre i pazienti alle imprese o attribuire a tutti gli operatori farmaceutici intenzioni speculative.

Una proposta collettiva

L’articolo del 2018 presentava il Manifesto come un lavoro volontario articolato in otto punti, con l’intenzione di portarlo all’attenzione delle istituzioni nazionali. Questa pagina conserva il contesto e le ragioni dell’appello; per citare le singole proposte occorre fare riferimento al documento integrale della campagna.

La sottoscrizione descritta appartiene alla campagna del 2018. La pagina resta un contributo d’archivio e non raccoglie nuove firme.

Un messaggio che resta discutibile pubblicamente

Chiedevamo che il dibattito sui diritti non venisse rinviato in attesa dello sviluppo economico. Questa posizione conserva il proprio senso politico anche quando le norme cambiano. Non è però una descrizione automatica della liceità delle singole condotte.

Dopo il 2018 sono intervenute sentenze e modifiche legislative: la coltivazione domestica minima è stata esaminata dalle Sezioni Unite nel 2020 e la disciplina delle infiorescenze ha subito un nuovo intervento nel 2025. Il Manifesto resta un documento di proposta, non una legge.

Perché conservarlo

Rileggere un appello serve a riconoscere le domande da cui si era partiti e a valutare quali risposte siano arrivate. Per Jurefarm il contributo di quella pagina sta nella richiesta di tenere insieme giustizia, informazione e lavoro. Il confronto merita documenti leggibili e responsabilità condivisa, senza promettere che una riforma risolva ogni problema e senza cancellare le esperienze personali che l’hanno motivata.

Fonti e documenti

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