Dove è nata la cannabis e quando è iniziata la sua coltivazione? Le due domande non coincidono. L’origine evolutiva della pianta, la domesticazione e la diffusione dei diversi usi richiedono evidenze e scale temporali differenti.
Che cosa possono dire i dati genetici
La ricerca di Ren e collaboratori del 2021 ha proposto una ricostruzione della domesticazione in Asia orientale in epoca neolitica. Le analisi genomiche confrontano popolazioni vegetali e formulano inferenze: non sono il ritrovamento diretto del primo campo coltivato.
Per questo non presentiamo l’Himalaya come una culla unica accertata di tutta la cannabis coltivata, né una data di dodicimila anni come se fosse un documento scritto dell’epoca.
Reperti e modalità d’uso
I residui identificati nei bracieri di Jirzankal sostengono una pratica rituale di circa 2500 anni fa. Il risultato è diverso dalla presenza di semi destinati all’alimentazione o di fibre lavorate: non tutti i reperti provano lo stesso impiego.
Leggende da raccontare come leggende
Shiva compare in tradizioni che associano la cannabis alla dimensione religiosa. Questi racconti aiutano a conoscere il significato attribuito alla pianta, ma non datano la sua domesticazione e non dimostrano effetti sanitari.
Le storie su Fu Hsi e Lao Tzu riportate nella prima versione non erano accompagnate da testi identificabili. Non le riproponiamo come testimonianze storiche. Lo stesso vale per l’affermazione che Ippocrate chiamasse la cannabis «cura di tutti i mali» o che fosse normalmente consumata nei banchetti romani.
Dalla curiosità alla ricerca
Una citazione antica deve poter essere ricondotta a un’opera e a una traduzione; un reperto a un sito e a un’analisi. Questa attenzione rende il racconto più interessante, perché mostra anche ciò che non sappiamo.
Il legame di Jurefarm con la pianta nasce dal lavoro agricolo contemporaneo. Non abbiamo bisogno di attribuire a un prodotto commerciale «millenni di saggezza» o benefici per corpo e spirito per rispettare la storia della canapa.